FRITTO MISTO ALL’ITALIANA

Foto di Michele Coppari

Così Pasolini titolava uno dei capitoli di “Comizi d’amore”, viaggio-documentario sugli italiani del boom e sul loro rapporto con l’amore, la sessualità. Visita atenei, cantieri, spiaggie, piazze, bordelli e lo spaccato d’Italia che ne emerge è, pur nella crescente omologazione dei costumi, estremamente variegato tanto da ricordare allo scrittore una frittura mista, all’italiana appunto.

“Ci sono certi pazzi che guardano le facce della gente e il suo comportamento” scrive quasi dieci anni più tardi lo stesso Pasolini, “ma non perchè epigoni delpositivismo lombrosiano..perchè sanno che la cultura produce dei codici; che i codici producono il comportamento e che il comportamento è un linguaggio; e che in un momento storico in cui l linguaggio verbale è tutto convenzionale e sterilizzato (tecnicizzato), il linguaggio del comportamento (fisico, mimico) assume una decisiva importanza”.

Questo lavoro vuole prendere le mosse da queste riflessioni quanto mai attuali sugli italiani e sul loro comportamento in questo caso particolare come turisti.
Isolando gli “attori” dalla calca attraverso una luce diretta, “finta”, ho cercato di restituire loro la dignità di un racconto personalissimo, al di là della retorica vacanziera e del grottesco.

Parte del lavoro nasce nel 2009 in Valle d’Aosta “Open your mountains / Artist in residence” è un progetto di committenza artistica promosso dall’Associazione Mountain Photo Festival e sostenuto dalla Fondazione CRT, con il quale si intende valorizzare l’importanza dello sguardo dei giovani nella riflessione sul “luogo” Montagna, inteso come spazio fisico, sociale e culturale contemporaneo.

Secondo una formula ormai consolidata, il Mountain Photo Festival ospita ogni anno dieci giovani studenti selezionati tra alcune delle più importanti scuole di fotografia e accademie italiane indirizzando la loro riflessione verso una nuova definizione di “estetica” della montagna e sostenendo la produzione di lavori fortemente site specific che vengono esposti l’anno successivo in una mostra collettiva organizzata in Valle d’Aosta.

openyourmountains.com                                                                                                                                                   L’Espresso – 11 Maggio 2011