VAL MONTINA – Storia di una ricostruzione

(Documentario – 2013 – 20′)

Riprese – Montaggio: Michele Coppari, Francesca Zannoni

La Val Montina è uno dei luoghi forse meno conosciuti, impervi e affascinanti delle Dolomiti Bellunesi.  L’attività del’ uomo nel corso dei secoli, proprio per la natura particolarmente aspra del territorio è stata quasi assente, pochissimi i tagli degli alberi, pochi i pascoli, assenti le coltivazioni, alcune zone sono rimaste praticamente inesplorate.
Dagli anni 90 è stata dichiarata Area Wilderness, proprio per la sua incontaminatezza.  Eppure, subito più a valle, Perarolo di Cadore, un paese che oggi conta poco più di 300 abitanti, è stato per secoli il centro dello “smistamento” del legname proveniente dal Comelico e dal Cadore verso Venezia. Quel legname su cui Venezia ancora oggi sta in piedi. Tutto il commercio si svolgeva lungo il corso del Piave, di cui il Montina, che dà il nome alla valle è un tumultuoso affluente.

In questa piccola e incredibile valle negli anni 50 l’uomo era riuscito a far entrare in funzione una piccola centrale idroelettrica, sembrava impossibile abbarbicata com’era tra cenge e burroni.  Ci abitavano un custode, sua moglie e i suoi figli.
L’impianto ebbe vita breve, poco più di una decina d’anni.
Dell’ alluvione del 66 conosciamo le immagini più famose, quelle di una Firenze martoriata dall’acqua, di capolavori da salvare. Ma in tutta Italia e anche nel bellunese interi paesi furono distrutti.
Anche la centrale della Val Montina subì la stessa sorte, distrutta dalla forza delle acque, per decenni rimase poco più di un rudere.

Questo però è il racconto della sua ricostruzione. Degli uomini che nonostante mesi d’accampamento , piene e frane, all’arrivo dell’inverno, sono riusciti a portare a termine l’opera..

Il documentario è stato realizzato tra i mesi di agosto e febbraio in collaborazione con il comune di Perarolo di Cadore (BL), il Consorzio BIM Piave e la società Idroelettrica Alpina.